Rematori

Il caso.

Tra Boeri e di Maio battaglia all’arma bianca
Scontro sul decreto dignità
Boeri (ri) attacca Di Maio: «Conosceva già i dati »
Questa volta è il capo dell’istituto previdenziale a passare al contrattacco,
Ma, ironizza Boeri, bisognava «almeno sfogliarla, per carpirne i contenuti...».
Il capo dell’Inps respinge al mittente le accuse
Tito Boeri sembra intenzionato a togliersi tutti i sassolini dalle scarpe, dopo settimane di aspri attriti con i maggiori esponenti del governo Conte”
(Estratto dal quotidiano IL DUBBIO del 20 luglio 2018).

 

Lo scontro descritto nelle frasi sopra riportate riguarda il contenuto del cd. Decreto dignità, che dovrebbe avere lo scopo di tutelare maggiormente i lavoratori.
Non entro nel merito del provvedimento, perché non lo conosco e non è la mia materia, né tantomeno è mia intenzione schierarmi per l’una o l’altra parte.

Quello che mi interessa evidenziare, invece, è che siamo di fronte a un obiettivo comune: la tutela dei lavoratori. 
Entrambe le parti - il ministro Di Maio e il governo, da una parte, e il presidente dell’INPS Boeri, dall’altra - vogliono migliorare la situazione occupazionale in Italia; ciò che li separa sono soltanto le strategie con cui giungervi. Ma pare che i due diretti interessati non se ne rendano conto e quindi trattino le strategie come obiettivi, e per di più come obiettivi contrastanti.

Cosa NON fare?

Nello scenario sintetizzato dall’articolo di giornale, osserviamo due persone che si pongono una contro l’altra, in cui una cerca di vincere sull’altra e critica l’altra: non solo le sue idee, ma anche la persona.

Dov’è in una situazione del genere il focus? Dove viene impiegata l’energia? 
Chiaramente, nel biasimo vicendevole.
Qual è il risultato? Il sacrificio dell’interesse dei lavoratori e del Paese, ovvero il fallimento dello stesso obiettivo che entrambe le parti si prefiggono.  

Uso una metafora per spiegarmi meglio: immaginiamo che tu ed io vogliamo abbattere un muro; io ho un piccone e tu un escavatore e, anziché cercare di ragionare insieme sviluppando una strategia che integri il meglio delle idee e degli strumenti di ciascuno, iniziamo a litigare su chi ha ragione, per poi finire addirittura ad insultarci. 

Che ne sarà del muro?
Probabilmente a fine giornata avremo speso così tante energie nella nostra battaglia personale, che ce ne andremo a casa, lasciando il muro lì dov’era. O ne avremo abbattuto un po’ qua e un po’ là, tirando ciascuno colpi a caso e lasciando disordinatamente a terra le macerie.

Il risultato sarà in ogni caso scadente.


Cosa fare?

Come si porrebbero Boeri e Di Maio (loro per fare un esempio, ma potremmo dire lo stesso della maggior parte dei politici, e non solo…) se sapessero negoziare e comunicare costruttivamente, mettendo al centro gli interessi dei loro rappresentati?

  • Guarderebbero al problema/obiettivo come a una sfida comune
  • Ascolterebbero attentamente l’uno le proposte dell’altro, per comprenderle pienamente e coglierne le parti utili, sapendo che “4 occhi vedono meglio di 2”.
  • Farebbero domande per capire di più.
  • Elaborerebbero insieme nuove strategie migliori di quelle che ciascuno di loro ha proposto singolarmente nel corso del negoziato e condividerebbero i meriti di aver fatto qualcosa di davvero buono per i loro clienti, i lavoratori, ma non solo: per tutti i cittadini. 
  • Per usare un’altra metafora, anziché remare uno contro l’altro, remerebbero entrambi nella stessa direzione: quella di significativi miglioramenti per tutti noi!


E tu?

Sono quasi certa che mi stai dando ragione. Che sei indignata/o di fronte a tale inadeguatezza dei nostri politici e di come questo si riperquota sul nostro bene.
Ma quando tocca a te? Quando sei tu ad essere in disaccordo con qualcuno, quale atteggiamento assumi?
Lo contrasti o avvii un confronto costruttivo?

Le considerazioni che ho fatto sopra valgono per qualunque rapporto, che sia tra reparti di un’impresa, tra imprese e loro clienti, tra coniugi (fidanzati, conviventi), tra genitori e figli, tra avvocati che hanno veramente a cuore gli interessi dei loro assistiti.

Ma è sempre possibile conciliare posizioni apparentemente contrastanti?

Non so se lo sia sempre, ma sicuramente lo è in molte più occasioni di quelle in cui la maggior parte di noi ci prova con l’impegno adeguato.

Ovviamente, per farlo occorrono volontà, intenzionalità, una solida leadership personale e specifiche competenze, oppure basta avere al nostro fianco un negoziatore che abbia tutte queste qualità.

A presto!

 

L'immagine utilizzata in questo articolo è coperta da copyright.

 

Commenti   

0 #2 BestAntwan 2018-11-18 21:10
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