ORA OCCORRE PROMUOVERE L'ISTITUTO PER LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA AL DI LA' DEI CONFINI "FAMILIARI" PER RESTITUIRE ALL'AVVOCATO UN INCISIVO RUOLO DI MEDIATORE DEI CONFLITTI FUORI DELLA GIURISDIZIONE

Un istituto che se applicato potrà dare una risposta efficiente, a cura degli Avvocati, alla domanda di giustizia degli cittadini.

Ad un anno dall’entrata in vigore della negoziazione assistita (decreto legge n. 132/2014) i dati- se pur parziali- testimoniano la vitalità di una procedura che la legge affida “in esclusiva” agli Avvocati, proprio in considerazioni della qualificazione e specificità professionale; e alla quale l’ordinamento fa conseguire effetti molto vicini a quelli di una sentenza adottata dal tribunale (l’accordo raggiunto è infatti titolo esecutivo e per iscrizione di ipoteca).

L’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte è stato il convegno Negoziazione assistita e ruolo dell’Avvocato, organizzato a Roma venerdì scorso dall’Osservatorio permanente sulla giurisdizione, organismo del Consiglio Nazionale Forense, ed aperto alla partecipazione dei presidenti e consiglieri dei Consigli degli Ordini forensi.

Il CNF vuole promuovere l’adozione di questa procedura, che integra i sistemi di Alternative dispute resolution (arbitrati, mediazione, conciliazione), soprattutto nel campo dove essa è facoltativa e per favorire un più efficiente sistema Giustizia che non abbia esclusivamente nei tribunali il centro dello svolgersi.
E’ una procedura che interpella senz’altro tutte le qualità tecnico-professionali dell’Avvocato ma lo invita a raccogliere la sfida della “negoziazione”, per la quale sono necessarie ulteriori skills, tipiche del “negoziatore”.

Il convegno di venerdì aveva proprio l’obiettivo di “focalizzare” questo approccio multidisciplinare con interventi mirati a fare emergere tutte le competenze necessarie. Le relazioni hanno infatti spaziato dall’approccio “tecnico- normativo” a quello sociologico, sia sotto il profilo del nuovo ruolo di mediazione sociale al quale l’istituto chiama l'avvocato; sia sotto il profilo delle capacità “comunicative” che quest’ultimo è chiamato ad avere per promuovere una negoziazione di successo; trattando anche il tema dei profili deontologici implicati dall’istituto.

Il confronto ha anche sollecitato una riflessione sugli aspetti normativi che andrebbero migliorati.

I DATI. Il CNF ha il compito istituzionale di fornire al Ministero della Giustizia- entro il 31 dicembre di ogni anno- i dati riferiti agli accordi di negoziazione raggiunti in relazione alla materia.
Il CNF sta provvedendo a questo compito (vedi circolare CNF 11-C- 2015) ed ha potuto verificare che – almeno secondo i dati finora elaborati- circa il 95% degli accordi raggiunti dalle parti con l’ausilio degli Avvocati nella procedura di negoziazione assistita riguarda le separazioni coniugali.

GLI INTERVENTI. “ L’istituto, in vigore da appena un anno, ha molte potenzialità che non sono state ancora tutte declinate per i suoi profili di tecnicalità e confidenzialità”, ha evidenziato Andrea Pasqualin, consigliere nazionale coordinatore della commissione procedura civile nella sua relazione. “ Il CNF confida che- al di là degli aspetti tecnici legislativi che hanno ulteriori margini di miglioramento e delle questioni interpretative che le norme attuali pongono- questa procedura possa contribuire all’efficienza di un sistema Giustizia costruito- per così dire- sulla possibilità di scelta dello strumento più adatto al caso specifico, con l’obiettivo di fornire una risposta efficiente e celere alla richiesta di giustizia dei cittadini”.
Pasqualin si è soffermato sui profili deontologici della figura dell’Avvocato-negoziatore, richiamando l’attenzione sul rischio di conflitto di interessi, soprattutto nei casi in cui un solo Avvocato assista entrambe le parti, e sul divieto di utilizzare in giudizio quanto appreso nel corso della negoziazione. Ed ha focalizzato uno dei pregi propri di questa procedura: quello della garanzia di confidenzialità, sulla quale altre procedure non possono contare. “La negoziazione non è un passaggio formale, ma è uno spazio di deliberazione e dunque una risorsa importante da valorizzare in un sistema giudiziario- per così dire- “multi-scelta” (giurisdizione, mediazione, arbitrato, negoziazione), nel quale l’Avvocato deve sapersi impegnare in misura sempre maggiore”, ha evidenziato Pasqualin.

La specifica e tipica professionalità dell’Avvocato, peraltro, costituisce un elemento centrale dell’istituto, che però va coniugata con le capacità comunicative tipiche del “negoziatore”.
Su questo aspetto specifico hanno parlato Michele Sorice (docente di democrazia deliberativa e sociologia della comunicazione) e Gianluca Giansante (docente di sociologia della comunicazione) dell’Università Luiss- Guido Carli, che hanno focalizzato gli elementi necessari per una negoziazione di "successo".
Questo istituto, ispirato a tecniche di comunicazione e partecipazione che paiono innovative per gli Avvocati, in realtà restituiscono la professione forense alla sua dimensione di intermediazione sociale”, ha sottolineato Sorice, mentre Giansante ha focalizzato l’attenzione sulle “skills” tipiche di una procedura di negoziazione. “La negoziazione è una procedura che si definisce “win win”: cioè le parti vincono entrambe. Per questo è importante separare le persone dal problema focalizzare l’interesse reale di ciascuna parte; utilizzare criteri oggetti di valutazione; e ricercare opzioni creative”, ha suggerito Giansante.

Silvia Izzo, docente di diritto processuale civile della seconda Università degli studi di Napoli e consulente dell’Ufficio studi CNF, ha evidenziato gli aspetti giuridici più innovativi della procedura e del ruolo che l’avvocato in essa svolge e lo stato dell’arte della giurisprudenza, che ha fornito le prime risposte a dubbi interpretativi.
Ha inoltre,e illustrato modelli di convenzione di negoziazione e di invito a procedere alla stipulazione della stessa - utili a facilitare l’utilizzo dell’istituto da parte degli Avvocati, che saranno resi disponibili a breve sul sito istituzionale del CNF.
“Il ruolo dell’Avvocato è molto valorizzato in questa procedura. Esercita il controllo sulla corrispondenza dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico e autentica le sottoscrizioni. Così facendo svolge una importante funzione di accelerazione in vista dell’efficacia esecutiva dell’accordo. Il suo è dunque un ruolo di garanzia tecnica”.

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